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GUIDA ALL’ACQUAPONICA ORNAMENTALE: LA CARPA KOI – Parte 2

In questo secondo articolo della guida all’acquaponica ornamentale affrontiamo la questione di un comportamento peculiare della carpa koi.

Si tratta della sua tendenza a saltare fuori dall’acqua in particolari situazioni. Ma ciò non sarebbe un problema se la carpa koi riuscisse poi a rientrare in acqua. Mentre molte volte rischia di cadere fuori dalla vasca con esito tristemente mortale.

Le soluzioni semplici sono a portata di…pinna

Si riduce questo rischio lasciando un bordo libero interno di una decina di centimetri lungo il perimetro della vasca. In pratica non si riempie completamente la vasca in modo tale da impedire all’animale di saltare fuori.

Apparentemente questa è una soluzione semplice da adottare. Tuttavia spesso viene dimenticata dal neofita che desidera riempire il più possibile di carpe koi la vasca. In tal modo finendo per dimenticare che il comportamento animale non è sempre prevedibile anche se riguarda un pesce di indole docile.

carpa koi acquaponica ornamentale
In alto è ben visibile il bordo interno libero dall’acqua della vasca

Una ulteriore soluzione anti-salto include anche l’utilizzo di una rete leggera da posizionare sulla vasca. A questo riguardo io trovo molto utile la rete anti-uccelli venduta, come dice il nome, per evitare che i volatili si nutrano della frutta coltivata dall’agricoltore.

Grazie alla dimensione delle sue maglie, impedisce al pesce di saltare fuori dalla vasca. Al contempo però consente al suo allevatore di nutrirlo senza il bisogno di alzare la rete.

La natura “salterina” della carpa koi viene fuori soltanto in particolari momenti. Ad esempio quando è spaventata o per sfuggire a delle condizioni acquatiche sfavorevoli. Come una densità animale eccessiva oppure parametri chimici alterati.
Pertanto per evitare i salti è necessario assicurare all’animale un ambiente tranquillo e con una buona qualità dell’acqua.

Ciò comporta la necessità di monitorare i parametri chimico-fisici dell’acqua almeno una volta a settimana. Inoltre bisogna evitare di introdurre nella medesima vasca specie predatrici o con comportamenti aggressivi e territoriali.

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Tuttavia nonostante tutte le accortezze adottate si può incorrere in imprevisti. Come quando ad esempio si tengono delle zattere galleggianti acquaponiche nella vasca di allevamento per sfruttare anche la sua superficie per la coltivazione delle piante. Esattamente come è successo anche a noi questa estate.

Una trappola insolita per la carpa koi

In questo caso purtroppo ho dovuto registrare la perdita di alcuni esemplari di carpe koi insieme ad alcuni pesci rossi Sarasa. In pratica si sono “suicidati” saltando sulle zattere e rimanendo intrappolati fra i bicchieri di coltivazione delle piante. Questi eventi si sono verificati a distanza di mesi l’uno dall’altro.

Questo mi ha impedito inizialmente di comprendere la causa. In quanto i fatti si erano svolti contemporaneamente ad un fenomeno epidemico.

Generalmente per me è frustrante quando non riesco a prevenire questo tipo di incidenti. Nonostante io sia molto attento e pignolo, in fase di progettazione, nel cercare di prevedere (e quindi evitare) tutti i possibili eventuali guasti ed incidenti che potrebbero accadere nell’impianto di allevamento.

Come sono riuscito ad evitare la perdita indesiderata di ulteriori pesci?

Dopo un’analisi medica degli animali deceduti e una comparazione con quelli vivi nella vasca ho deciso di adottare una soluzione drastica. Semplicemente ho rimosso le zattere dalla vasca e aumentato di conseguenza il volume di argilla espansa biofiltrante con l’attivazione di ulteriori vasi e letti di coltivazione vegetale.

In pratica ho risolto adattando l’impianto acquaponico alla nuova situazione, ricorrendo ad una soluzione semplice. Con il vantaggio di avere anche un maggior controllo dello stato di salute dei pesci allevati.

carpa koi acquaponica ornamentale
Senza la presenza delle zattere le carpe koi sono visibili sempre e quindi più controllabili, non avendo più dove nasconder

Conclusioni

Personalmente considero la carpa koi una specie regina dell’Acquaponica ornamentale. Con le sue movenze ed i suoi colori è una gioia per gli occhi e un antistress naturale. Come spiegato nel mio precedente articolo, questo pesce vuole però in cambio attenzione e passione per dare il meglio di sè.

Ma come raccontano le favole le regine possono essere capricciose. Come vi ho dimostrato in questo secondo articolo della guida all’Acquaponica ornamentale. Quindi il mio consiglio è di trattarle da vere superstar. In questo modo avrete molte più probabilità di ottenere dei campioni. E di conseguenza di aumentarne il valore sul mercato.

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