Aquaponics Farm – an haven for committed Dreamers

Come costruire un impianto di Acquaponica (I PARTE)

di Davide e Giulia Di Crescenzo

In questa nuova serie di articoli parliamo delle componenti di un impianto di Acquaponica e di quali sono i materiali giusti per costruirselo in autonomia.

Infatti, come sappiamo tutti, il freno principale all’avvio di un’attività in questo settore è il costo di realizzazione di impianti commerciali.

VALUTIAMO IL MERCATO E I COSTI

Soprattutto quando di per sé noi italiani guardiamo agli enormi sistemi costruiti dagli americani e dagli australiani.

D’altra parte non tenendo conto delle differenti domande di mercato e aree geografiche in cui simili impianti di Acquaponica vengono costruiti. Oltre alla discrepanza fra il prezzo del legno (ad esempio) con cui costruiscono questi colossi. Così come la disponibilità di materiali come le famose vasche blu che da noi non si trovano. A meno che non si guardi alle vasche professionali di Acquacoltura che vengono vendute a prezzi esorbitanti.

Certo, si può optare su impianti standard realizzati in fabbrica. Ma essendo pochi i produttori, non sono così abbordabili e possono arrivare alle centinaia di migliaia di euro.

Perciò, come si può costruire un impianto di acquaponica commerciale con un modesto capitale?

Bé, prima di tutto mettiamo da parte i modelli d’oltreoceano. Poiché le loro dimensioni e la struttura sono motivati dall’estensione dei terreni in cui vengono realizzati. Così come da un’assenza di produzione agroalimentare ed ittica locale.

Infatti, come sottolineato in precedenti articoli, l’Acquaponica in America ed in Australia si è sviluppata enormemente in quelle che vengono food desert areas.

Insomma, niente a che vedere con il mercato alimentare italiano o del Sud Europa. Allo stesso modo, in Nord Europa il modello acquaponico è stato reinterpretato per adattarsi alle condizioni climatiche ed essere integrato nel panorama urbano locale.

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Grow Up Urban Farms - impianto di acquaponica
Grow Up Urban Farms – credit: Mandy Zammit

modelli acquaponici locali

Fatta questa doverosa premessa, passiamo ora in rassegna le opzioni migliori da vagliare che siano sia efficienti dal punto di vista produttivo e che non richiedano un capitale enorme.

impianto di acquaponica
La più grande Urban Farm in Europa nel 2016, all’inizio della sua attività. Ha dichiarato bancarotta a metà del 2018

Perché, ricordiamoci che a un elevato investimento non corrisponde per forza di cose il successo del business.

Fatto sta che il 90% delle startup che ogni giorno vengono fondate falliscono già nel primo anno di attività. E questo molte volte succede perché la mole dell’investimento iniziale è superiore a quelle che sono le attuali richieste del mercato.

[Leggi della bancarotta della più grande Urban Farm in Europa dopo soli 2 anni di attività >>]

Nel senso che bisogna sempre tener conto che un’azienda per vendere i suoi prodotti e servizi deve guadagnarsi la fiducia dei consumatori. Compito che richiede del tempo, soprattutto in un mondo globalizzato e così competitivo.

Per questa ragione, meglio tenere sempre a mente la prima regola dell’Acquacoltura: “Non iniziare troppo in grande”.

Ad esempio, quest’azienda inglese Grow Up Urban Farms è partita con un progetto la “Grow Up Box” finanziato attraverso una piattaforma di crowdfunding.

E solo in seguito, quando ha testato l’interesse del mercato, hanno ampliato la loro idea fino ad una scala commerciale.

PENSA OUT OF THE BOX

Ma vediamo ora quali sono i materiali adatti per una produzione a scopo alimentare.

Partiamo dalle vasche di allevamento. Così da sfatare anche dei falsi miti che girano sul web.

Allora, i materiali con cui le vasche di allevamento sono fatte in Acquacoltura sono i più disparati.

Si parte dal legno e i metalli che devono correttamente impermeabilizzati con vernici atossiche ad uso alimentare o teloni da laghetto. In modo che non siano soggetti a corrosione e quindi rilascino delle sostanze chimiche a lungo andare.

E si arriva al vetro ed ai famigerati materiali plastici.

Ora per quanto riguarda realizzare una vasca in vetro o fibra di vetro è molto costoso e crea degli scompensi in vasca. Nel senso che in generale è meglio preferire – come si fa in Acquacoltura – sempre delle superfici opache per evitare le fioriture algali.

impianto di acquaponica
Impianto di Acquaponica con vasca in plastica trasparente

Comunque, di fatto, in Acquaponica i materiali più usati sono la plastica, il pvc e la vetroresina.

Mentre i primi due predominano negli impianti di dimensioni medio-piccole, semi-commerciali; la vetroresina viene impiegata per vasche che arrivano o superano le 10 tonnellate di peso.

impianto di acquaponica
Una delle nostre serre: gli impianti sono realizzati con vasche di plastica atossiche e e impalcature in ferro zincato.

LA QUESTIONE DELLA PLASTICA

Parlando invece dei materiali plastici. Si può partire dal presuppostoche ridurre significativamente l’uso della plastica è un’esigenza planetaria.

D’altra parte per avviare un’attività produttiva bisogna essere pratici. Considerato che la scelta di vasche di allevamento è molto più ampia e più economica quando si impiegano contenitori di plastica.

Perciò, in questo articolo ve ne proponiamo alcuni che ci sembrano i più adatti per una produzione sia a scopo alimentare che non.

A questo punto, comunque, ci tengo a specificare che tutte le strutture elencate sono fatte di materiali plastici atossici. In altre parole, rilasciano in acqua sostanze chimiche estranee a quelle che sono già presenti in allevamento.

Persino le piscine, che essendo per uso umano, sono sottoposte alla regolamentazione vigente che si occupa di controllarne i livelli di tossicità.

Comunque, per un’ulteriore garanzia di sicurezza igienica del processo produttivo, si può sempre applicare all’interno dei contenitori una vernice epossidica ad uso alimentare.

vasca di allevamento

La densità degli animali nella vasca in 1 metro cubo di acqua può arrivare a:

18-20 kg. di pesce. Ad esempio 60-80 individui di 250 gr. di peso individuale

Tale numero può essere raggiunto mantenendo i valori chimico-fisici ottimali per la specie allevata e fornendo un’alimentazione corretta e di qualità.

Le prime due soluzioni per vasche semi-commerciali da valutare sono il conosciutissimo IBC e la piscina.

Le consiglio perché le ho collaudate io stesso con successo negli scorsi anni. Questi contenitori sono durature, resistenti e si adattano a diverse configurazioni impiantistiche.

Inoltre vengono già ampiamente impiegate nel settore acquaponico corrente. In particolare, l’IBC che è alla base del progetto per un impianto di acquaponica familiare del manuale della FAO.

IBC FAO - impianto di acquaponica
Modello Fao di un impianto di acquaponica realizzato con l’IBC

La Cisterna IBC

È costituita da polietilene ad alta densità o HDPE.

Ha un volume di circa 1 metro cubo di acqua ed è dotata di un comodo scarico collegabile con facilità al circuito idrico dell’impianto.

È resistente grazie anche alla gabbia di metallo che la circonda. Comunque bisogna tenere in conto la necessità di una copertura che la protegga dai raggi diretti del sole. In modo da evitare il graduale deteriorarmento della plastica ad opera degli ultravioletti.

Può essere tagliata superiormente in modo da essere scoperta.

Essendo usata sia per trasporto di alimenti che altro, bisogna sempre ricordarsi di controllare che la cisterna acquistata sia ad uso alimentare!

Un impianto modulare semi-commerciale è dotato di almeno 4 unità IBC se l’obiettivo è produrre pesci ornamentali. Se le dimensioni degli animali è pari a quella ad esempio dei Guppy la produzione diventa addirittura commerciale considerando il valore individuale dei pesci.

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La Piscina

Clicca qui per leggere le caratteristiche di questa piscina.

E’ ottima la piscina fuoriterra poichè non richiede nessuna autorizzazione per l’installazione.

In quanto utilizzata per i bagnanti ed in particolare per i bambini, è realizzata con materiali che non rilasciano sostanze tossiche in acqua.

Può essere morbida in pvc oppure rivestita di legno a seconda del grado di estetica preferito. E logicamente il prezzo dipende dalla dimensione scelta e dall’eleganza dei materiali impiegati per il rivestimento.

Piscina in acciaio rigida fuoriterra ovale Gre Sicilia 500x300x120 effetto legno

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Ovviamente la pompa fornita generalmente in dotazione non è sufficiente per il ciclo acquaponico essendo priva della componente filtrante biologica. Tuttavia può essere integrata nell’impianto con la funzione di filtraggio meccanico dell’acqua.

I vantaggi nell’impiegare una piscina come vasca – oltre che economici – sono anche logistici. Infatti, il suo trasporto e spedizione sono meno complicati ed onerosi sia di una vasca da Acquacoltura prefabbricata che di una vasca da realizzare on-site. Oltre alla vasta gamma di modelli fra cui scegliere.

Ma qual è la forma migliore per l’allevamento?

La forma rotonda ha il vantaggio di garantire un’autopulizia del fondo mentre ha lo svantaggio di occupare più spazio quando sono installate più piscine una accanto all’altra.

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La forma rettangolare consente un utilizzo più efficiente dello spazio (es. in serra) ma richiede la disposizione dell’entrata dell’acqua e della sua uscita in zone opposte della vasca. Così da assicurare una parziale autopulizia del fondo.

Altri contenitori

Vi sono poi altre soluzioni di minori dimensioni che comunque si prestano all’allevamento.

Sono adottate per la realizzazione di impianti modulari dedicati principalmente ad una produzione di specie ornamentali. Difatti, l’allevamento di queste specie in alta densità ne riduce la qualità e di conseguenza il valore sul mercato.

Un esempio di questa tipologia di contenitori sono i mastelloni ad uso enologico, che noi stessi abbiamo impiegato alla fattoria Acquaponics My Rivendell.

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Così come le vasche in plastica ad uso agricolo tipicamente rinforzate. Ricordarsi di scegliere quelle chiuse. Altrimenti è sempre possibile rivestirle internamente con un telo impermeabile.

NEXT TIME

Nel prossimo articolo di questa serie, affronteremo la questione dei letti di crescita e quindi di quali strutture utilizzare.

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